Daniela Balzaretti, una vita alla ricerca del Bello
Eleganza, coraggio, passione per la bellezza: il libro racconta la figura di Daniela Balzaretti, protagonista di una ricerca artistica e culturale capace di anticipare mode, riscoprire talenti dimenticati e influenzare il gusto collezionistico italiano.

Raccontare Daniela Balzaretti significa immergersi in una storia di eleganza, coraggio e passione per la bellezza. Nata a Como nel 1946 e cresciuta in una famiglia in cui arte e gusto erano di casa, Daniela ha saputo trasformare una sensibilità innata in una vera e propria missione: ricercare e valorizzare il Bello in ogni sua forma. Fin da giovane, ispirata dall’eleganza della nonna e dalla raffinatezza del padre collezionista, ha sviluppato un’attenzione quasi ossessiva per i dettagli, una cifra che l’avrebbe accompagnata in ogni fase della sua vita..

Dopo una parentesi nel mondo della moda e del cinema – significativo il suo ruolo nel film Baba Yaga di Franco Farina (1973), così come la collaborazione con Gianni Versace – Daniela sceglie la strada dell’arte e nel 1974 apre la sua prima galleria a Bergamo. Il suo “negozio del diavolo”, come lo chiamavano i bergamaschi per l’eclettismo delle proposte e lo stile anticonformista, diventa presto un punto di riferimento per chi è alla ricerca di oggetti e opere fuori dal comune, spesso scoperti durante i suoi viaggi a Londra e Parigi.

La sua carriera è costellata di scelte coraggiose e controcorrente. “L’insofferenza all’ipocrisia, l’assoluta mancanza di rispetto per qualsiasi regola imposta che non ritenesse condivisibile e l’incapacità di scendere a compromessi sono certamente tratti che hanno definito la sua personalità”, ricorda il figlio Vassili. Daniela Balzaretti non ha mai inseguito le mode: ha privilegiato la qualità, l’originalità e la singolarità, anticipando tendenze e riportando all’attenzione artisti e manifatture dimenticati. “L’opera massima di artisti minori”, come amava definirla, è stata per quasi cinquant’anni il cuore della sua ricerca. Il suo sguardo rigoroso e appassionato ha restituito visibilità a pittori, scultori e ceramisti oggi riconosciuti a livello museale. Le sue mostre tematiche – da Il Mare: il Mito, i Fasti, l’Avventura a Passi di danza per le stanze del tempo, fino a La scultura del ’900 – sono diventate punti di riferimento per studiosi e collezionisti, anche grazie a cataloghi e pubblicazioni capaci di coniugare rigore scientifico e chiarezza divulgativa.

Daniela Balzaretti è stata una pioniera nel portare alla luce artisti come Adolfo Wildt, Umberto Bellotto, Vittorio Zecchin, Adolfo De Carolis, Duilio Cambellotti, Arrigo Minerbi e molti altri, spesso prima che la critica ufficiale ne riconoscesse pienamente il valore. La sua galleria non era soltanto uno spazio commerciale, ma un autentico laboratorio di ricerca e un luogo di mediazione culturale, capace di incidere sulla formazione del gusto collezionistico e sul successivo percorso di musealizzazione delle opere. Il suo metodo si fondava sulla qualità dell’opera più che sulla sua spendibilità sul mercato, sulla discrezione e sulla costruzione di una rete fiduciaria tra collezionisti e istituzioni. «Fissare la bellezza è trattenere il tempo», amava ripetere. Una filosofia che ha guidato ogni sua scelta, dagli allestimenti curatissimi – nei quali luce, spazio e dettagli erano studiati con la precisione di un regista – alle collaborazioni con architetti, designer e artisti.

Daniela ha lasciato un segno indelebile anche sul piano umano: ironica, schietta, generosa, capace di smascherare le debolezze altrui con un sorriso divertito. “Era una donna con una sua particolare eleganza: seduttiva e ricca di charme, molto vivace”, ricorda chi l’ha conosciuta. La sua presenza, discreta ma incisiva, ha attraversato mondi diversi – dalla moda all’antiquariato, dal design all’arte applicata – portando sempre con sé una visione personale e inconfondibile.

Scomparsa improvvisamente nel 2023, Daniela Balzaretti resta una figura di riferimento per chiunque creda che l’arte sia, prima di tutto, una forma di vita. La sua eredità vive oggi attraverso il figlio Vassili Balocco, il suo vasto Archivio e una raccolta di opere selezionate, capace ancora di testimoniare e influenzare il mondo dell’arte e del collezionismo italiano. La storia di Daniela Balzaretti, le cui opere sono oggi presenti anche in musei pubblici italiani e stranieri, insegna che ilcoraggio di andare controcorrente e la passione per la bellezza autentica possono cambiare il modo di guardare, comprendere e vivere l’arte. È questo il lascito di una donna che ha fatto della ricerca del Bello non soltanto una professione, ma una scelta di vita.

Il volume, che raccoglie i saggi di Maria Flora Giubilei e Alfonso Panzetta, le interviste a Micky (Mitchell) Wolfson Jr. e a Libero Pasotti e un’ampia serie di contributi in catalogo firmati da alcuni tra i più noti storici dell’arte italiani – molti dei quali hanno conosciuto personalmente Daniela e con lei hanno condiviso importanti progetti espositivi –, ripercorre la storia della galleria e della figura geniale e pionieristica di Daniela Balzaretti nell’arco di cinquant’anni di attività. Un percorso lungo il quale Daniela ha agito in modo concreto e lungimirante al recupero critico dell’arte italiana del XX secolo, contribuendo a costruire e presidiare un mercato – quello dell’arte del Novecento – che, prima del suo intervento, di fatto non esisteva. La sua attività ha così accompagnato e, in molti casi, anticipato una trasformazione profonda del sistema dell’arte italiano, restituendo attenzione ad artisti, opere e linguaggi rimasti a lungo ai margini del dibattito.

Con la chiusura definitiva della Galleria Daniela Balzaretti nel 2026, il figlio Vassili matura l’idea di riunire, ordinare e rendere accessibili la vasta biblioteca specialistica, i documenti e il prezioso archivio fotografico raccolti nel corso di decenni di attività, configurandoli come un Archivio Privato, ma accessibile, intitolato alla madre. In questa prospettiva, il lavoro di ricostruzione condotto nel volume assume un significato che va oltre la semplice documentazione di una vicenda professionale: si pone come primo atto e, in senso proprio, come atto fondativo del futuro Archivio. È il momento iniziale di una sistematizzazione critica e di una messa in ordine di materiali, esperienze e relazioni che troveranno in seguito una più ampia e strutturata organizzazione. Una scelta che, pur segnando la conclusione dell’attività professionale di Daniela Balzaretti, ne rilancia in una forma nuova e duratura la funzione culturale. Il patrimonio da lei costruito nel corso di oltre cinquant’anni non viene dunque semplicemente conservato, ma restituito alla possibilità di nuove ricerche, letture e interpretazioni.

La storia ricostruita nel volume trova così la propria naturale conclusione non in una cesura, ma in una trasformazione. L’attività di Daniela, sviluppatasi lungo più di cinque decenni, ha progressivamente ridefinito il ruolo dell’antiquario, estendendolo ben oltre la dimensione commerciale del mercato per includere funzioni di ricerca, selezione, mediazione e orientamento critico. È proprio in questa capacità di tenere insieme mercato e cultura, intuizione e metodo, passione personale e costruzione di una conoscenza condivisa che risiede uno degli aspetti più originali della sua eredità. La raccolta d’arte, il suo archivio, la biblioteca e le relazioni costruite nel tempo costituiscono oggi le diverse parti di un patrimonio che il volume intende non soltanto raccontare, ma rendere nuovamente vivo e accessibile.

Daniela Balzaretti. La signora del Novecento.
Arti, mercato e collezionismo, tra Simbolismo e Déco
A cura di Alfonso Panzetta in collaborazione con Maria Flora Giubilei

Edizioni Fioranna, Napoli 2026
Formato 24 x 28 cm.
Pagine n. 592
Immagini n. 850 a colori e b/n
Interno su patinata opaca
Copertina morbida con risvolti plastificata opaca
Rilegatura in brossura filorefe
Ed. in lingua italiana + testi in lingua inglese raggiungibili e scaricabili dal QR-CODE presente nel
volume.ISBN: 978-88-97630-96-8
€ 75,00

Sommario del volume:

• Una premessa in forma di introduzione e un futuro progetto (Vassili Balocco)
• Daniela Balzaretti. La Signora del Novecento (Alfonso Panzetta)
• Collaborazioni per mostre temporanee, acquisizioni museali e relazioni con la comunità degli studiosi del Novecento (Alfonso Panzetta)
• “Le case della vita”, le gallerie d’arte, gli allestimenti effimeri: gusto e creatività negli spazi di Daniela Balzaretti (Maria Flora Giubilei)
• Daniela Balzaretti. To make the punishment fit the crime (Intervista di Matteo Fochessati a Micky (Mitchell) Wolfson Jr.)
• Daniela Balzaretti. La moda, la pubblicità e il cinema (Intervista di Alfonso Panzetta a Libero Pasotti)
• Catalogo (100 artisti con 370 opere)
• Elenco dei principali artisti transitati nella Galleria Daniela Balzaretti
• Esposizioni antiquariali della Galleria Daniela Balzaretti
• Esposizioni pubbliche e istituzionali dove figurano opere della Galleria Daniela Balzaretti
• Bibliografia di Daniela Balzaretti (Articoli, Pubblicazioni, Mostre in Galleria)
• Bibliografia generale
• Indice dei nomi

Testi e contributi in catalogo di:

Beatrice Avanzi, Vassili Balocco, Mariateresa Chirico, Nicoletta Colombo, Diego Esposito, Matteo Fochessati, Maria Flora Giubilei, Alessandra Imbellone, Lia Lenti, Fernando Mazzocca, Fausto Minervini, Adriano Olivieri, Anty Pansera, Alfonso Panzetta, Claudio Pizzorusso, Matteo Salomone, Agnese Sferrazza, Alessandra Tiddia, Federica Tiripelli, Anna Vyazemtseva.